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domenica 19 febbraio 2012

Mantova Comics 2012 e prodigi di Samantha



E così venerdì siamo di nuovo a Mantova Comics & Games. Lo ammetto: è una delle mie fiere preferite. C'è chi l'ha definita il salotto buono del fumetto italiano, per contrapporla a manifestazioni più imponenti come Lucca o Roma. Ma non fatevi ingannare: in questo caso il detto ha quantomai ragione e dentro la botte piccola c'è davvero il vino buono!
Il 24, 25 e 26 febbraio, ovvero da venerdì a domenica, potrete trovare di nuovo disponibile Hell's Bells presso lo stand Cyrano Comics.


E sono qui a presentarvi un altro autore protagonista di questo Tributo ai Santi di Atene, ovvero la bravissima Samantha Scuri

Samantha Scuri nasce a Rapallo (Ge) il 23/04/1975 ..da subito la sua passione per le arti grafiche la spingono a Torino dove, frequentando il I Liceo Artistico e successivamente l’Accademia Albertina di belle Arti, porta a compimento gli studi necessari per poter divenire pittrice ed illustratrice professionista.
Collaborando con diverse case editrici (ad es. edizioni Rubettino, Metropolis di Milano, Libertà Editrice ), la sua esperienza di illustratrice matura sempre più, mentre la passione verso il mechadesign nipponico diventa predominante trasformandosi in una vera e propria costante espressiva.
Le tecniche da lei preferite sono la penna e gli acquerelli.
Attualmente è impegnata come docente di disegno manga a Savona presso l'Higashi no Kaze e a Torino presso l'Associazione culturale italo-giapponese Sakura.
Vive tuttora a Torino.


All'interno di Hell's Bells troverete alcune delle sue bellissime illustrazioni a penna, frutto del lavoro fatto per una delle tante mostre di successo che Samantha ha fatto in questi anni. Per vederle, basta che passiate a Mantova Comics dal 24 al 26 febbraio 2012, presso il Palabam di via Melchiorre Gioia, e chissà. Magari ci sarà anche la bravissima Samantha per autografarvi i suoi lavori....

mercoledì 8 febbraio 2012

Nuova Serie dei Cavalieri dello Zodiaco

Episode G.
Lost Canvas.
Next Dimension.
Lost Canvas Gaiden.
Senza contare gli anime, la serie tivù e il merchandising della serie originale.
Sembra che la nostra fame di Saint Seiya sia davvero infinita.
Per questo non mi sorprende troppo scoprire che i tanti rumors che circolavano nei mesi scorsi avessero un fondo di verità. Una verità che ha due nomi: Saint Seiya Omega e Saint Seiya – The Movie.


Per il primo, già ribattezzato “SS Precur”, non avremo da attendere molto. Già da aprile potremo vedere le gesta dei nuovi bronzetti guidati da CICCIO di Pagasus (ma guarda un po’), di un Gold di nome Seiya ( O_o ) e della divina Atena/Saori contro il dio della guerra: Ares. Il Chara design vi preoccupa? Sì, ok, ma se la storia vale la pena, ci farete l’abitudine, come per l’Episode G.




Per The Movie invece sono già più perplesso. Hanno drasticamente cambiato l’estetica dei Cloth e questo non lascia presagire nulla di buono (se poi aggiungiamo lo “stile-Tron” dell’ultima versione…).



Insomma, Bronze e ancora Bronze. Ma per vedere i Silver, cosa dobbiamo fare? Ovvio, procurarvi “Hell’s Bells” e gustarvi la saga completa di “Episode S” dalle matite di Bagi e Miky Righetti. Come? Facile: in tutte le fiere del fumetto a cui sarà presente la Cyrano Comics (la prossima è Mantova Comics, il 24-25 e 26 Febbraio 2012), oppure ordinandolo tramite mail a CyranoComics@email.it.
Ragazzi: poi non dite che non ve l’avevo detto…

mercoledì 26 ottobre 2011

Tirinhas do Zodiaco


Chi segue questo blog da un po', sa di certo che il nostro intento nell'assemblare "Hell's Bells" non era certo quello di rivaleggiare o dare un seguito a Saint Seiya, quanto piuttosto di dare una panoramica il più possibile vasta e omogenea della produzione dei fans della serie, in tutte le possibile manifestazioni della passione che i Cavalieri dello Zodiaco hanno saputo suscitare.
I più attendi si lamenteranno che non abbiamo inserito alcuna fan fic, ma questa è stata una scelta di campo per non togliere dignità a lavori che per la maggior parte hanno la dimensione di veri e propri romanzi. Ridurli a un intervento di poche pagine, non avrebbe fatto comprendere lo studio e il lavoro che stanno dietro a queste opere, spesso davvero titaniche ma nel contempo ben articolate.
Ci è piaciuto piuttosto non fermarci solo su una tipologia di fumetto. Quindi in Hell's Bells abbiamo prequel, sequel, racconti di realtà parallele, ma anche storie più "serie" e altre invece totalmente parodistiche. è questo il caso dello spassosissimo Saint Seiya Parody (tirinhas do zodiaco), che si affianca a Myth Clots di The Sparker, nel nostro arsenale di fumetti comici.
Ma conosciamo gli autori:


Rafael Koff has worked as a creative in several advertising agencies in Brazil and is involved with humour projects such as different comic strips series, independent books and comedy blogs.


Pedro Leite is an illustrador, cartoonist and works with advertising in Brazil. He's also involved in producing and illustrating children's books. His work can be seen in www.pedroleite.com.br



Se non potete andare in Brasile, loro terra di origine, e comprare il loro primo volumetto antologico, l'unico metodo per avere sotto mano le avventure esilaranti della loro versione di Seiya e compagni è acquistando "Hell's Bells - Tributo ai Fans dei Santi di Atene" a Lucca Comics & Games, presso lo stand Cyrano Comics (E128, Padiglione Napoleone) a partire da venerdì 28 ottobre. Non mancate!



domenica 16 ottobre 2011

Bronzetti F.C.


Devo ammettere che ho contattato molti fan artisti tra i miei preferiti, conosciuti in questi anni o di cui semplicemente avevo incrociato i lavori su internet. In molti non hanno nemmeno risposto, altri hanno replicato con un gentile “No grazie”, altri hanno snobbato la nostra idea, per poi tornare quando si sono accorti che non era la solita cosa campata in aria. C'è stato infine chi ha aderito con entusiasmo fin da subito. Tra questi, c'è lei:

Zaionic



Sono nata a Bangkok, Thailandia, e mi sono laureata presso la Facoltà di Architettura. Ma quello che amo veramente sono i fumetti, i manga, l'animazione. Sono cresciuta con loro (quelli della vecchia scuola). Erano quelli i disegni d'ispirazioni per me.
Saint Seiya è andato per la prima volta in onda in Thailandia molto tempo fa, che ero ancora una bambina. Non sono riuscita a ricordare le storie e i personaggi fino a quando non sono stata studente del secondo o del terzo anno all'università, quando ho rivisto Saint Seiya e ho cominciato leggere il manga di Masami Kurumada.
Dopo di che sono diventata una fan sfegatata di Saint Seiya. Il mio personaggio preferito è Leo Aiolia.


Inutile dire che ero al settimo cielo alla notizia del suo coinvolgimento in “Hell's Bells”. I suoi disegni sono spettacolari e ha realizzato numerosi fan-comics su Saint Seiya, alcuni ambientati in universi paralleli (per rendervi conto di cosa parlo, vi consiglio di fare un salto sul suo DA: http://zaionic.deviantart.com/ e sul suo sito, per quanto scritto in un idioma non facilmente accessibile: http://zaionic.exteen.com/ ). E proprio questo ha fatto anche la nostra antologia di tributi ai fans: un manga in cui Saint Seiya si mescola con Inazuma Eleven (se non lo conoscete, guardate qui: ) e il cui risultato non è neanche minimamente riassumibile in queste immagini, ma almeno può servire a incuriosirvi:






Inutile dire che ora vorrei farmi la divisa da calcio di questa squadra di scalmanati.
Per voi, invece, non resta che attendere Lucca Comics e leggere l'avventura di Jabu e compagni a pochi giorni dalla prima partita del campionato...su Hell's Bells, naturalmente!

domenica 2 ottobre 2011

Ecco a voi LunaAtena


Dopo mille incomprensioni e cappelle gigantesche da parte mia, anche LunaAtena è entrata a far parte della banda di Hell's Bells.



È una presenza immancabile dove si parla di Saint Seiya, tanto che vanta innumerevoli tentativi di plagio, copiatura e customizzazione dei suoi lavori. Le sue illustrazioni hanno sempre un fascino onirico, ma il suo talento le permette di spaziare anche in situazioni comiche al limite dell'assurdo. Se volete qualche prova, basta fare un salto qui: http://lunaatena.deviantart.com/



Mi chiamo Giada Mancini, in arte Lunaatena, e sono nata a Roma il 15 Ottobre 1974.
Ho studiato lingue al liceo e all’università,finche’ un giorno misterioso, ho deciso di iscrivermi all’Istituto Europeo di Design (I.E.D) per conseguire 3 anni di specializzazione come illustratrice. Subito dopo questa specializzazione ho pero’ cominciato a lavorare nel settore turistico per svariati anni, finche’ un altro evento misterioso mi ha riportato sul sentiero artistico, iniziando una collaborazione con l’Animundi Cartoon Studio di Raffaele Bortone, come autrice e character designer di Micromondo, miniserie educativa per bambini.In seguito ho collaborato ad altri progetti come E-fox di Oliviero Murru e i Saurini.
Ho anche collaborato con l’Animapolis di Mario Lombardo come direttrice artistica e dove, tra le altre cose, ho realizzato HorrorTrio, una serie di animazione horror per bambini, anche qui nel ruolo di autrice e concept designer.
Ho interrotto nuovamente la carriera artistica per dedicarmi ai viaggi, diventando guida turistica per i gruppi di italiani in partenza per svariate destinazioni, restando pero' freelance nel settore artistico nei ritagli di tempo.Certo, avere Lunaatena come tour leader voleva dire per gli ignari turisti cantare regolarmente le sigle di cartoni animati a squarcia gola, nei tempi morti, per tutti i siti turistici.  Mi colpi molto un lontano giorno in Shri lanka, dove la gente che accompagnavo ( oltre i 30 anni) ha preferito rimanere sull' autobus a cantare la sigla di Goldrake piuttosto che visitare un museo! Quel giorno capii qualcosa: i meravigliosi disegni in movimento che ci hanno tanto appassionato durante la nostra infanzia sono rimasti profondamente ancorati al lato più bello nei nostri ricordi, a prescindere dal sesso, dall’educazione ricevuta e dall’eta’ e che ad alcuni “amanti fedeli” hanno addirittura influenzato le scelte di vita.
Di nuovo Il destino mi ha dato l’occasione di tornare a dipingere collaborando alla realizzazione del film 3D Orlando (“Non solo Cartoons”-S.P.A) come colorist e texture artist per quasi 3 anni, finche’ il malcostume italiano di trattare i professionisti del settore artistico con poca serieta’ mi ha forzato, come molti altri colleghi, all’espatrio.
Attualmente lavoro a Northampton (UK) come grafica e digital painter per la Purple Media LTD, specializzata nell’insegnamento multimediale e la pubblicità.
Ma il mio cosmo brucia  ancora ardentemente per molti sogni che voglio realizzare.

Per Hell's Bells la nostra LunaAtena ha realizzato la copertina. Curiosi di vederla? Bene. La vedrete nel prossimo post.

venerdì 30 settembre 2011

The Sparker


L'avevate intuito dal post precedente, ma non potevo non sottolinearlo: volevo The Sparker in questa antologia.
Lui è uno di quelli che tutti conoscono senza conoscerlo. Noi robot, L'Uomo Pigro ma anche i suoi lavori demenziali sulle Cloth che da secoli girano sui forum dedicati ai Cavalieri dello Zodiaco lo hanno reso una leggenda. Anche quando non si sa che i lavori sono suoi.


Per i fans di Saint Seiya però lui è principalmente l'autore di Myth Clots, di cui mi piace riportare la presentazione che lui stesso dà su suo sito:

Tradotto, Myth Clots, suona un pò come "Idioti mitologici", ed è costituito da serie di gag di 4 vignette ciascuna.
Sono state create per diletto e per omaggiare una delle mie serie a cartoni preferite: I Cavalieri dello Zodiaco, di cui ripropone i momenti salienti della saga.
Visti i colori sgargianti dei protagonisti ho deciso di non limitarmi al bianco e nero in modo da rendere il disegno più vivace. Essendo un lavoro a tempo perso il ritmo di produzione sarà assolutamente casuale, ma spero che mi rimarrete fedeli, così come per le altre serie.
Questo è mr. Sparker. Tanto talento, genialità e modestia. I Suoi lavori li trovate su www.thesparker.com e presto sull'antologia dei tributi ai fans dei Cavalieri dello Zodiaco che si intitolerà Hell's Bells.

Stefano Conte, classe 1980, è conosciuto in rete come TheSparker. Disegnatore e grafico autodidatta, realizza per divertimento alcune parodie dei cartoni animati amati in infanzia, da Mazinga ai Cavalieri dello Zodiaco, pubblicandole sul web e riscuotendo buoni consensi fra gli appassionati. Fra questi, le avventure di Noi Robot, Myth Clots e L'Uomo Pigro.
Attualmente si dedica alla serie di webstrip Che Vita di Mecha, che narra le reali esperienze lavorative dell'autore come commesso di una fumetteria attraverso elementi fantastici, sperimenta nuovi stili e prepara il ritorno di alcune sue vecchie strisce fra le quali Seiasus di Myth Clots.

martedì 27 settembre 2011

Ed ecco l'idea malsana


C'era una storiella che girava tempo addietro e giocava sul titolo di un ipotetico manuale del tipo “come complicarsi la vita in poche semplici mosse”. Ecco, dall'idea malsana che mi era passata per la testa lavorando sul personaggio di The Sparker in poi, direi che quel manuale avrebbe potuto vedere il mio nome campeggiare al posto dell'autore. La faccio complicata, può essere.
Citare la “Marmottina che incarta la cioccolata”, per farla breve, mi ha fatto ragionare un po':
  • in rete c'erano migliaia di fan art, fan fic, fan comics e chi più ne ha più ne metta di queste “fan cose” su Saint Seiya;
  • molti degli autori di questi capolavori li conoscevo, direttamente o indirettamente, perché io per primo ero un loro estimatore;
  • il loro lavoro era tanto apprezzato dai fan dei Cavalieri dello Zodiaco, quanto era improbabile che avesse il giusto riconoscimento editoriale.
Al che la domanda: perchè non contattarli e proporre loro di fare una mega antologia di fan works con scritti, disegni, fumetti, articoli e quanto altro era stato partorito dalla loro mente malata per i Santi di Atena?
Ma dopo aver avuto questa bella idea, già me ne ero pentito: tanti casini dal punto di vista legale e organizzativo, non ultimo il fatto che io non possedevo una casa editrice in grado di assemblare il tutto e pagare stampa e autori. Forse il mio sogno sarebbe morto sul nascere.
Eppure in molte parti del mondo il doujinshi (tanto per usare gratuitamente un termine molto nerd che non mi era ancora scappato) è un settore del mercato editoriale florido e molto considerato. Anzi, molti autori professionisti giapponesi e non vengono proprio da questo sottobosco (il resto viene dai fumetti erotici, pare, ma non è il caso di ricordarlo per forza).
E allora, perché non fare un tributo ai fans, più che all'opera stessa? Ovvero selezionare autori e opere che hanno entusiasmato gli appassionati del genere e farli uscire allo scoperto, farli conoscere a un pubblico più vasto. Magari con una pubblicazione stampata in edizione lussuosa e limitata, venduta alle fiere del fumetto, a diretto contatto con il pubblico, invece che rischiare che il titolo si perda nel mare magnum dell'editoria italiana. Ma al contempo doveva un'edizione strutturata per dare risalto al singolo autore più che alla storia che va a celebrare, per proporre anche a una platea che non sia solo quella degli web-addicted l'arte di questi ragazzi meravigliosi, magari con il chiaro intento di tributo e non di lucro, recuperando solo il costo di lavorazione. Per molti sarebbe stata un'occasione da non perdere. Per gli altri un sogno che si realizzava.
Sì, l'idea mi piaceva. Ora dovevo “solo” proporla agli autori.

ps.per sdrammatizzare, vi propongo un fumettino nato da uno dei deliri di Miky, una sorta di fusione tra Saint Seiya e Madoka Magica. E se dopo averlo letto, vi si porrà una domanda, la risposta è "Sì, il ragazzo sta male".


mercoledì 21 settembre 2011

Solo non si vede più...la Marmotta!


E ricapitolando: Orso, c'è. Tigre, C'è. Lepre, c'è. Asino, c'è. Canguro, c'è, Gufo, c'è. Pure quell'antipatico di christopher robin c'è (sì, Argol di Perseo dovrebbe rappresentare il bambino capriccioso in questione). Chi manca?
Ecco, io non sono un grande estimatore di Winnie the Pooh, né tantomeno un esperto. Per cui quando Miky ha cercato di spiegarmi che mancava un personaggio, io ho cominciato ad andare in palla.
è una via di mezzo tra un castoro e una marmotta.”
una nutria” ho detto io.
no. Una specie di scoiattolo che pensa di essere un castoro. Un gopher. ”
Un gopher. Cosa diavolo è un gopher? Per dire, la versione italiana di Wikipedia manco lo riporta come voce a sè (quindi non esiste, direbbe qualcuno...). Eppure esiste in natura, per quanto solo in America, che sappia io. Non volevo rituffarmi nel delirio affrontato con il canguro/volpetta.
Poi la rete mi ha regalato questo:


ve lo ricordate? È opera di quel losco fumettista/fumettiere/fumettivendolo di The Sparker, famoso al popolo dei fans di Saint Seiya per le avveture di Myth Clots. Il Saints della Marmotta sarebbe stato la mia salvezza e al contempo una citazione di uno dei miei autori preferiti.
Il che mi face passare per la testa un'idea malsana...

martedì 6 settembre 2011

Il Canguro (o meglio I canguri)


Lo ammetto. Arrivato a scontrarmi con questo personaggio avrei rinnegato ogni mia precedente scelta, compresa quella estremamente sborona di non scendere a patti con l'oroscopo cinese, eccetera. Non avevo trovato nulla che potesse darci una mano confezionare un cavaliere per l'ipotetica costellazione del Canguro. Era a un punto morto e la cosa terribile era che era previsto che questo saint sarebbe morto da lì a poche pagine dall sua apparizione.
Fu durante una fiera del fumetto che la soluzione si fece strada. Nulla di ricercato stavolta. Solo pura cagnara e tanto divertimento. Si parlava di come molti degli elementi della Cyrano avrebbero voluto essere inseriti come personaggi all'interno di Episode S. è una cosa che facciamo molto spesso, tra citazioni e simboli che rimandano a nostri autori (Wolfie, NdR). Nello specifico si prendeva bellamente in giro la nostra Strupi, per motivi tra i più vari, a partire dal fatto che chiunque sbaglia il suo Nickname. Nell'occasione, uno dei nostri l'aveva chiamata Supplì. Saranno state le birre o clima di goliardia tipico delle fiere del fumetto, sta di fatto che di lì a poco, avevamo creato due personaggi gemelli: Supplì, la gemella buona e gentile, e Strupi, la terribile strega della Bassa. Lei naturalmente, se l'era presa tantissimo, e aveva assunto quell'attegiamento (attitude) da diva offesa, che preannuncia sempre calamità. Ma il climax è stato la frase che ne è seguita, che recita più o meno così: "Strupi: stimete manco che te sì mia Megan Fox. Ghe ne vol du de ti almanco par farghene una…" e giù botte. Insomma, ci volevano due Strupi per fare una Fox. Ovvero la Volpetta. Ecco qua.
Ora mi vorreste dire che la cosa è assurda? Ebbbene: sapete qual è il colpo segreto combinato delle sacerdotesse guerriero della Volpecula? Il Mega Fox Attitude…


Oh, sì. Qualcuno di voi si sarà accorto dello scudo a forma di ananas. Vi state chiedendo il motivo? Peccato: questa è un'altra storia e qui non c'è più posto...

giovedì 7 luglio 2011

Omaggi e riferimenti


Nel cominciare ad allargare la rosa dei convocati, non ho quindi più potuto esimermi dall’utilizzare anche Saint già apparsi nella serie Classica.
Piglet/Pimpi
Il primo, come dicevo, è Gottfried dell’Orsa Maggiore, che risulta essere molto diverso da Geki. È infatti più piccolo e tozzo, richiamando un’altra incarnazione della costellazione. Essendo una delle costellazioni più riconoscibili, nel corso dei secoli ha avuto vari nomi. Oltre a essere conosciuta come Grande Carro, per un periodo è stata identificata come il Cinghiale, con riferimento al Cinghiale Caledonio delle leggende. Per questo Gottfried sfrutta un colpo molto simile al Kaitos Spouting Bomber del Silver della Balena.
Identificare Gottfried con il Cinghiale, facilita anche il compito di associare ai protagonisti uno dei personaggi di Winnie the Pooh, in questo caso il maialino Pimpi.


Tigro/Tigger 

Alla fine di “Highway to hell” facciamo la consoscienza con il più giovane allievo del Silver del Triangolo. Non ha ancora l’investitura a Saint, ma già sappiamo quale sarà il suo destino. Parliamo infatti di Retsu, che nell’Episode G indossa il Cloth della Lince per vendicare Noesis suo maestro, ucciso dalla seconda Gorgone, Euriale. Qui l’accostamento risulta un po’ forzato, ma non abbondano i felini tra le 88 costellazioni. La lince era quindi l’unico rimando possibile a Tigro della serie del fastidioso Orsetto.
Per chiudere con “Highway to hell” rimane da citare solo il Saint dell’Indiano. In realtà il buon Abdul si trova a indossare il Cloth che appartiene a uno degli sfortunati allievi di El Cid sul Lost Canvas. Il merito di questa identificazione (nel manga della nostra amata Shiori non è indicata la costellazione competente a questo Saint) va al buon Needle, valido scrittore di Fanfiction e amico del SaintForum. A lui va il merito dell’identificazione, come dicevo, ma anche del completamento del Cloth e del relativo totem, oltre che della creazione del colpo principale di questo paladino, che richiama neanche troppo vagamente al famossissimo videogioco Halo. Qui l’accostamento a Winnie Pooh non è stato necessario, in quanto i personaggi erano tutti assegnati. Volete sapere gli altri? Un po’ di pazienza, gente!

Intanto vi allego qui un po' di deliri del buon Miky riguardo certe manie di Kurumada sulle Cloth.
Edit: nel mentre che realizzavamo questo post e il nuovo capitolo di Episodio S, si è reso disponibile il materiale a corredo dei DVD dell'anime del Lost Canvas. Bene, in uno dei libercoli è riportato il nome dei vari allievi di El Cid e appartengono a Poppa, Bussola e Vela. Ecco: facciamo che non me ne frega un bel niente. Che razza di mito ci affianchi a ste costellazioni? Diciamocelo: sono accostamenti fatti solo perchè si pensava a personaggi che sarebbero andati a morire senza nemmeno combattere. No, non ci sto...

martedì 14 giugno 2011

Un passo indietro e due in avanti (un post pallosissimo e cavilloso)

Ma cosa succede davvero in nel proseguo della serie? Cosa sono le cause scatenanti di Episode S?
Facciamo di nuovo un passo indietro.
Raspuntin, noto arcimago e in grado di muoversi agilmente nello spazio-tempo alla ricerca del potere assoluto, era riuscito a riscoprire e recuperare la Campana dell'inferno (cfr. Episode S, Chap. 1 - “Hell's Bells”). Tale artefatto, che riporta alla mente immagini di fanciullesca memoria a molti (Kotetsu No Jeeg, ovvero Jeeg Robot D'Acciaio, per i profani. Anche la “popputa” Steno dovrebbe ricordarvi una certa regina infernale...), è in grado di aprire le porte dell'inferno grazie al suo suono cupo e scatenare un'orda di mostri sulla terra.
Così, oltre all'ultima delle Gorgoni, i nostri “sentono” uscire dal varco altri cosmi potenzialmente malvagi. Molte di queste entità sono incapaci di agire autonomamente e sono così costrette a impossessarsi di oggetti leggendari. Molti di questi manufatti, riemergendo direttamente dai miti, potranno dare potere alle persone che ne diventeranno padroni e custodi o causare disastri e stermini.
Qui sta il succo della missione dei Saints convocati dal Grande Sacerdote, ex Gold Saint dell'Ariete, mi dicono: i nostri paladini dovranno rintracciare gli oggetti posseduti dagli spiriti usciti dall'inferno. Ove possibile, dovranno recuperare l'artefatto e renderlo inutilizzabile prima che cada in mani sbagliate. Ma se il lato malvagio dello strumento si è già scatenato, dovranno porvi drasticamente rimedio.
Vengono quindi create diverse squadre, normalmente formate da un Silver e da un Bronze, che spesso è anche allievo del precedente. In “Highway to Hell” vediamo quindi comparire il Silver dell'Orsa Minore, accompagnato da Civetta, neo investito del titolo; Perseo e Indiano; ma anche Lepre con il Bronze dell'Orsa Maggiore.
Da notare che Gottfried dell'Orsa Maggiore non è lo stesso Bronze che appare nella serie classica, a riprova che, almeno nella mia interpretazione, la reincarnazione non è automatica e soprattutto non continuativa.
Naturalmente il team chiamati in ballo non sono solo questi. Ma preferisco lasciarvi di nuovo in sospeso e continuare la tortura alla prossima puntata. Ora ne avete la ragione, quindi: Odiatemi, su!

Dato che ci sono, infierisco un altro po' e vi allungo anche il titolo del capitolo seguente: Evil Walks. MA il perchè di questi titoli? Abbiate pazienza: presto tutto sarà svelata.



mercoledì 8 giugno 2011

Dylan Dog e Saint Seiya

Ok. Avevamo un pubblico che richiedeva nuove avventure. Avevamo un disegnatore capace. Mancava solo una storia. O forse anche no.
La storia era un po' che mi frullava in testa e forse ve ne ho pure parlato, qui o in altre occasioni: cosa facevano i Saints durante i periodi di non belligeranza? Stavano a ciondolarsi aspettando che i Gold risolvessero i problemi del mondo? E la questione della reincarnazione in corrispondenza delle Guerre Sante, che spazio lasciava al valore dei guerrieri dei periodi di mezzo? Questi e altri erano gli spunti e la storia che doveva uscirne doveva definire quali erano gli incarichi affidati alle caste inferiori, senza scomodare i Gold Saint. Una cosa abbastanza grave da destare l'attenzione del Grande Tempio di Atene, ma non sufficiente da mobilitare l'artiglieria pensante. Niente dei, titani o Armageddon. Nemmeno però episodi riguardanti diatribe con i guerrieri di Odino o di Nettuno. Quindi nemmeno i giganti nordici, troppo assimilabili agli avvenimenti dell'Episode G.
A complicare il tutto l'approccio usato su “Hell's Bells”. Divertente, certo, ma staccava drasticamente con il tono della serie classica (salvo per rare flautolenze di un certo cavallo alato...).
Così si è pensato di partire con un episodio di passaggio, “Highway to Hell”, in cui fosse chiarita la motivazione della serie e il collegamento con la prima puntata di quella che sarebbe diventato Episode S.
Tre pagine ma dense di avvenimenti e di nozioni. L'occasione per pubblicare questo trait d'union fu la ristampa di quel famoso numero che tante soddisfazioni aveva portato in casa Cyrano Comics e che ci veniva richiesto dagli amici Dylandogofili, grazie al cui apporto Comics Factory 3 ristampa si vedeva rimpolpato con nuovi contenuti, tra cui una storia disegnata dal bravissimo Riccardo Nunziati, fans d'eccellenza dell'indagatore dell'incubo.



lunedì 16 maggio 2011

L'Emblema della Dea


Se Bagi era il Silver Saint della costellazione della Lepre e Nebbioso quello dell'Orsa minore, anche Miky doveva avere un suo alterego da inserire nella narrazione. Non poteva essere un Silver, perché i posti vacanti cominciavano a scarseggiare, per cui sarebbe appartenuto alla casta dei Bronze. Restava da definire la costellazione, ragionando sempre in funzione del parallellismo con le storie di Winnie the Pooh. C'era anche da correggere una delle lacune di Kurumada. Come era possibile che non avesse messo tra i Cavalieri di Atena, uno che portasse il totem della Dea, ovvero l'animale con cui viene spesso identificata la Signora della Guerra? Tra gli amici di Pooh c'è il dotto e burbero Uffa, l'anziano e saggio gufo. Non richiama forse alla civetta, e alla costellazione a essa corrispondente, simbolo di Atena e della città di cui è protettrice?
Ecco quindi a voi Miky della Civetta:

mercoledì 27 aprile 2011

Un’altra curiosità da fan


Terminato il Lost Canvas, nelle scorse settimane si discuteva di quanto, all'interno di Saint Seiya, fosse viva la fama della forza dei Silver Saints, ma anche di come, per contro, molti di loro sono fossero stati eliminati con facilità disarmante nella serie classica. Nell'opera disegnata da Shiori Teshirogi, poi, i guerrieri della Casta d'Argento fanno anche delle figure peggiori, salvo rari casi.
Viene da chiedersi da dove proviene tutta questa aura di invincibilità con cui li ha dipinti Kurumada e se non sarebbe forse il caso di rivalutarli, facendo del "Gaiden"di cui si è cominciato a vociferare un’operazione simile a quella che Episode G dovrebbe fare con i Gold.
Naturalmente le speranze di noi fan sono state prontamente disilluse dalla notizia che questo nuovo capitolo della saga dei cavalieri dello zodiaco dovrebbe essere una sorta di nuovo prequel incentrato su Gold del diciottesimo secolo e molti insistono col dire che il problema su una serie incentrata sui Silver sta nella difficolatà di gestire personaggi solitamente tuttalpiù abbozzati e spesso mal caratterizzati. Argomenti come questo tendono a generare elucubrazioni lunghe e spesso sterili, per cui, per tornare nel nostro ambito, credo sia più utile fare un esempio concreto, descrivendo il lavoro fatto con il Silver di Perseo.
Se ne è parlato in lungo e in largo, specie dall'avvento del Lost Canvas, dell'impossibilità che un Saint di qualsiasi livello possa affidarsi a un solo colpo segreto. Per l'arcinota regola che "visto una volta non funge più", i nostri beniamini devono per forza poter correre ai ripari con gli avversari più potenti. pena, la morte.
A questo si aggiunge che nel manga classico, Perseo è noto come il Silver più forte presente al Santuario (sto parafrasando). Visto che non ci è dato sapere il motivo specifico a cui è dovuta tale fama, possiamo solo fare supposizioni. Una delle possibilità potrebbe essere legata allo scudo di Medusa, arma letale e quantomai mitica. Ma lo scudo non può essere classificato come "tecnica", quanto non lo è, per esempio, la lancia di Crisaore tra i Marine.
Che il valore di Perseo come cavaliere sia legato al Ras Al-Guhl Gorgonio, mi pare un po' ridicolo. È una tecnica illusoria paragonabile a quella di Cani da Caccia. Quindi niente di eclatante.
Viene da pensare che ci sia qualcosa di cui non ci hanno detto. Magari a un colpo diretto, visto che Argol non ne ha uno vero e proprio, magari a un "colpo proibito", rischioso da eseguire, perché altrimenti lo avrebbe sfruttato con i Bronze, quando si è visto nei guai.
Frugando nel mito di Perseo, si trovano i doni che gli sono stati fatti dagli dei. Atena gli ha regalato uno scudo tanto lucido da risultare come uno specchio e su cui poi, secondo alcune leggende, lui attaccherà la testa di Medusa (secondo altre, la dea porterà il capo della Gorgone appeso all'armatura, come un simpatico monile. Così confezionata, l'armatura denominata Egida, renderà terrificante e invincibile la nostra amata divinità).
Le ninfe doneranno al figlio di Danae dei calzari alati e un "elmo di Hades", che lo rende invisibile. I calzari li vediamo replicati come "alette" nei gambali dell'armatura, e possiamo interpretare la loro presenza come una particolare velocità del Silver (di cui però non ho trovato traccia nel manga) o nel prodigioso salto che è parte integrante del Ras Al-Guhl Gorgonio. L'elmo non è citato, forse in quanto restituito, ma non ho trovato una fonte sicura.
Infine Hermes, o Mercurio che dir si voglia, gli regala "un pugnale ricurvo, che era stato usato per uccidere i titani", tanto forte da poter fendere le squame del mostro dalla chioma serpiforme . Di questa arma non ci sono molte notizie, che io sappia. L'unica arma ricurva usata nella Titanomachia è la falce di Zeus, ipotesi confermata da alcune versioni del mito che parlano di un falcetto. Al Perseo mitologico potrebbe quindi essere stata data in prestito la falce che era appartenuta a Crono (in prestito, infatti poi l'ha resa a Hermes).
Partendo da questo presupposto, ho fatto un altro ragionamento: con le dovute modifiche ed eccezioni, i colpi dei Gold Saints sono "belle copie" delle tecniche usate da Silver e Bronze (vedi, in riferimento, il rapporto Lighting Plasma-Pegasus Ryuseiken e Lighting Bolt-Pegasus Suiseiken). Nessun Saint ha però qualcosa di paragonabile a Excalibur, nemmeno con effetti più lievi.
"La Falce di Titano" nasce quindi dall'unione di questa incongruenza (per quanto sia ribadito che il colpo del Capricorno è unico in quanto dono di Atena), con le favole mitologiche. Un colpo che possa replicare Excalibur, anche se in forma ridotta, per un numero limitato di volte e con una lunga preparazione, simile a quella del Photon Burst, ma che sia manifestazione di una "lama ricurva". Per questo Perseo non cerca di colpire direttamente Steno, ma le arriva alle spalle, cosciente della minore velocità del colpo e della sua minore efficacia. La Gorgone non si pone comunque il problema che un colpo di ritorno possa ferirla: per quanto potente possa essere la tecnica del Silver, lei è comunque immortale. La sicumera di Steno la porta quindi alla sconfitta: la falce di Crono rappresenta il tempo, un suo colpo può troncare anche la vita di un immortale.
Avrebbe potuto pararlo? Non credo, ma schivarlo lo ha schivato, anche se ha potuto gioire per poco. “La falce di titano” è forte quanto Excalibur? No. è più lenta. Può essere usata un numero limitato di volte, perché richiede un cosmo da Gold Saint e Algor lo raggiunge solo per un attimo e con grande concentrazione.
Ok. Sono stato prolisso, ma mi pare di aver detto tutto.

 L'immagine che vedete, al solito, è del bravissimo Gabriele Bagnoli detto Bagi. Adoro questa scena, per quanto nel fumetto poi non sia stata usata, per questioni di spazio...

venerdì 21 gennaio 2011

L'Orso panzone

Nella storia di una pubblicazione è naturale avere dei periodi felici che si alternano a produzioni sottotono, oppure a scelte infelici, oppure ancora a congiunture sfavorevoli. Il numero Due di Comics Factory aveva avuto diversi incidenti di percorso e il successivo numero Zero, non era andato esattamente come ci si aspettava: eravamo davvero inesperti e alcune lacune nella nostro produzione erano davvero enormi, e questo era andato a discapito di pubblicazioni che erano state sì confezionate in tutta fretta per essere disponibili a manifestazioni come VoltaComics, ma che avevano al loro interno fumetti ben riusciti come "Like a Surgeon" di Bagi.
Per nulla rassegnati, abbiamo stretto le fila e ci siamo scervellati su quali erano i punti deboli del nostro lavoro, cercando di dare una svolta. Ecco com'è uscito Comics Factory Tre: doveva essere una rivista a tema, contenente la nostra interpretazione di fumetti mitici o che avevano comunque segnato la nostra formazione. Io, naturalmente, non potevo non cogliere l'occasione per dare la mia interpretazione di Saint Seiya e, al momento di definire di cosa parlare, decidemmo con Bagi i paletti del nostro lavoro.
Dovevano essere i Cavalieri dello Zodiaco, sì, ma nella nostra personale e caratteristica interpretazione. Niente eroismo esasperato o sceneggiature dal ritmo "esageratamente manga" (anche per questioni di spazio), ma alternanza a scene comiche e richiamo alle nostre "mitologie personali". Poste queste basi, fu automatica la scelta di inserire le nostre caricature come personaggi principali. E Bagi non si lasciò sfuggire l'occasione per prendermi per il culo…