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mercoledì 1 agosto 2012
martedì 14 giugno 2011
Un passo indietro e due in avanti (un post pallosissimo e cavilloso)
Ma cosa succede davvero in nel proseguo della serie? Cosa sono le cause scatenanti di Episode S?
Facciamo di nuovo un passo indietro.
Raspuntin, noto arcimago e in grado di muoversi agilmente nello spazio-tempo alla ricerca del potere assoluto, era riuscito a riscoprire e recuperare la Campana dell'inferno (cfr. Episode S, Chap. 1 - “Hell's Bells”). Tale artefatto, che riporta alla mente immagini di fanciullesca memoria a molti (Kotetsu No Jeeg, ovvero Jeeg Robot D'Acciaio, per i profani. Anche la “popputa” Steno dovrebbe ricordarvi una certa regina infernale...), è in grado di aprire le porte dell'inferno grazie al suo suono cupo e scatenare un'orda di mostri sulla terra.
Così, oltre all'ultima delle Gorgoni, i nostri “sentono” uscire dal varco altri cosmi potenzialmente malvagi. Molte di queste entità sono incapaci di agire autonomamente e sono così costrette a impossessarsi di oggetti leggendari. Molti di questi manufatti, riemergendo direttamente dai miti, potranno dare potere alle persone che ne diventeranno padroni e custodi o causare disastri e stermini.
Qui sta il succo della missione dei Saints convocati dal Grande Sacerdote, ex Gold Saint dell'Ariete, mi dicono: i nostri paladini dovranno rintracciare gli oggetti posseduti dagli spiriti usciti dall'inferno. Ove possibile, dovranno recuperare l'artefatto e renderlo inutilizzabile prima che cada in mani sbagliate. Ma se il lato malvagio dello strumento si è già scatenato, dovranno porvi drasticamente rimedio.
Vengono quindi create diverse squadre, normalmente formate da un Silver e da un Bronze, che spesso è anche allievo del precedente. In “Highway to Hell” vediamo quindi comparire il Silver dell'Orsa Minore, accompagnato da Civetta, neo investito del titolo; Perseo e Indiano; ma anche Lepre con il Bronze dell'Orsa Maggiore.
Da notare che Gottfried dell'Orsa Maggiore non è lo stesso Bronze che appare nella serie classica, a riprova che, almeno nella mia interpretazione, la reincarnazione non è automatica e soprattutto non continuativa.
Naturalmente il team chiamati in ballo non sono solo questi. Ma preferisco lasciarvi di nuovo in sospeso e continuare la tortura alla prossima puntata. Ora ne avete la ragione, quindi: Odiatemi, su!
Dato che ci sono, infierisco un altro po' e vi allungo anche il titolo del capitolo seguente: Evil Walks. MA il perchè di questi titoli? Abbiate pazienza: presto tutto sarà svelata.
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lunedì 16 maggio 2011
L'Emblema della Dea
Se Bagi era il Silver Saint della costellazione della Lepre e Nebbioso quello dell'Orsa minore, anche Miky doveva avere un suo alterego da inserire nella narrazione. Non poteva essere un Silver, perché i posti vacanti cominciavano a scarseggiare, per cui sarebbe appartenuto alla casta dei Bronze. Restava da definire la costellazione, ragionando sempre in funzione del parallellismo con le storie di Winnie the Pooh. C'era anche da correggere una delle lacune di Kurumada. Come era possibile che non avesse messo tra i Cavalieri di Atena, uno che portasse il totem della Dea, ovvero l'animale con cui viene spesso identificata la Signora della Guerra? Tra gli amici di Pooh c'è il dotto e burbero Uffa, l'anziano e saggio gufo. Non richiama forse alla civetta, e alla costellazione a essa corrispondente, simbolo di Atena e della città di cui è protettrice?
Ecco quindi a voi Miky della Civetta:
mercoledì 27 aprile 2011
Un’altra curiosità da fan
Terminato il Lost Canvas, nelle scorse settimane si discuteva di quanto, all'interno di Saint Seiya, fosse viva la fama della forza dei Silver Saints, ma anche di come, per contro, molti di loro sono fossero stati eliminati con facilità disarmante nella serie classica. Nell'opera disegnata da Shiori Teshirogi, poi, i guerrieri della Casta d'Argento fanno anche delle figure peggiori, salvo rari casi.
Viene da chiedersi da dove proviene tutta questa aura di invincibilità con cui li ha dipinti Kurumada e se non sarebbe forse il caso di rivalutarli, facendo del "Gaiden"di cui si è cominciato a vociferare un’operazione simile a quella che Episode G dovrebbe fare con i Gold.
Naturalmente le speranze di noi fan sono state prontamente disilluse dalla notizia che questo nuovo capitolo della saga dei cavalieri dello zodiaco dovrebbe essere una sorta di nuovo prequel incentrato su Gold del diciottesimo secolo e molti insistono col dire che il problema su una serie incentrata sui Silver sta nella difficolatà di gestire personaggi solitamente tuttalpiù abbozzati e spesso mal caratterizzati. Argomenti come questo tendono a generare elucubrazioni lunghe e spesso sterili, per cui, per tornare nel nostro ambito, credo sia più utile fare un esempio concreto, descrivendo il lavoro fatto con il Silver di Perseo.
Se ne è parlato in lungo e in largo, specie dall'avvento del Lost Canvas, dell'impossibilità che un Saint di qualsiasi livello possa affidarsi a un solo colpo segreto. Per l'arcinota regola che "visto una volta non funge più", i nostri beniamini devono per forza poter correre ai ripari con gli avversari più potenti. pena, la morte.
A questo si aggiunge che nel manga classico, Perseo è noto come il Silver più forte presente al Santuario (sto parafrasando). Visto che non ci è dato sapere il motivo specifico a cui è dovuta tale fama, possiamo solo fare supposizioni. Una delle possibilità potrebbe essere legata allo scudo di Medusa, arma letale e quantomai mitica. Ma lo scudo non può essere classificato come "tecnica", quanto non lo è, per esempio, la lancia di Crisaore tra i Marine.
Che il valore di Perseo come cavaliere sia legato al Ras Al-Guhl Gorgonio, mi pare un po' ridicolo. È una tecnica illusoria paragonabile a quella di Cani da Caccia. Quindi niente di eclatante.
Viene da pensare che ci sia qualcosa di cui non ci hanno detto. Magari a un colpo diretto, visto che Argol non ne ha uno vero e proprio, magari a un "colpo proibito", rischioso da eseguire, perché altrimenti lo avrebbe sfruttato con i Bronze, quando si è visto nei guai.
Frugando nel mito di Perseo, si trovano i doni che gli sono stati fatti dagli dei. Atena gli ha regalato uno scudo tanto lucido da risultare come uno specchio e su cui poi, secondo alcune leggende, lui attaccherà la testa di Medusa (secondo altre, la dea porterà il capo della Gorgone appeso all'armatura, come un simpatico monile. Così confezionata, l'armatura denominata Egida, renderà terrificante e invincibile la nostra amata divinità).
Le ninfe doneranno al figlio di Danae dei calzari alati e un "elmo di Hades", che lo rende invisibile. I calzari li vediamo replicati come "alette" nei gambali dell'armatura, e possiamo interpretare la loro presenza come una particolare velocità del Silver (di cui però non ho trovato traccia nel manga) o nel prodigioso salto che è parte integrante del Ras Al-Guhl Gorgonio. L'elmo non è citato, forse in quanto restituito, ma non ho trovato una fonte sicura.
Infine Hermes, o Mercurio che dir si voglia, gli regala "un pugnale ricurvo, che era stato usato per uccidere i titani", tanto forte da poter fendere le squame del mostro dalla chioma serpiforme . Di questa arma non ci sono molte notizie, che io sappia. L'unica arma ricurva usata nella Titanomachia è la falce di Zeus, ipotesi confermata da alcune versioni del mito che parlano di un falcetto. Al Perseo mitologico potrebbe quindi essere stata data in prestito la falce che era appartenuta a Crono (in prestito, infatti poi l'ha resa a Hermes).
Partendo da questo presupposto, ho fatto un altro ragionamento: con le dovute modifiche ed eccezioni, i colpi dei Gold Saints sono "belle copie" delle tecniche usate da Silver e Bronze (vedi, in riferimento, il rapporto Lighting Plasma-Pegasus Ryuseiken e Lighting Bolt-Pegasus Suiseiken). Nessun Saint ha però qualcosa di paragonabile a Excalibur, nemmeno con effetti più lievi.
"La Falce di Titano" nasce quindi dall'unione di questa incongruenza (per quanto sia ribadito che il colpo del Capricorno è unico in quanto dono di Atena), con le favole mitologiche. Un colpo che possa replicare Excalibur, anche se in forma ridotta, per un numero limitato di volte e con una lunga preparazione, simile a quella del Photon Burst, ma che sia manifestazione di una "lama ricurva". Per questo Perseo non cerca di colpire direttamente Steno, ma le arriva alle spalle, cosciente della minore velocità del colpo e della sua minore efficacia. La Gorgone non si pone comunque il problema che un colpo di ritorno possa ferirla: per quanto potente possa essere la tecnica del Silver, lei è comunque immortale. La sicumera di Steno la porta quindi alla sconfitta: la falce di Crono rappresenta il tempo, un suo colpo può troncare anche la vita di un immortale.
Avrebbe potuto pararlo? Non credo, ma schivarlo lo ha schivato, anche se ha potuto gioire per poco. “La falce di titano” è forte quanto Excalibur? No. è più lenta. Può essere usata un numero limitato di volte, perché richiede un cosmo da Gold Saint e Algor lo raggiunge solo per un attimo e con grande concentrazione.
Ok. Sono stato prolisso, ma mi pare di aver detto tutto.
L'immagine che vedete, al solito, è del bravissimo Gabriele Bagnoli detto Bagi. Adoro questa scena, per quanto nel fumetto poi non sia stata usata, per questioni di spazio...
venerdì 21 gennaio 2011
L'Orso panzone
Nella storia di una pubblicazione è naturale avere dei periodi felici che si alternano a produzioni sottotono, oppure a scelte infelici, oppure ancora a congiunture sfavorevoli. Il numero Due di Comics Factory aveva avuto diversi incidenti di percorso e il successivo numero Zero, non era andato esattamente come ci si aspettava: eravamo davvero inesperti e alcune lacune nella nostro produzione erano davvero enormi, e questo era andato a discapito di pubblicazioni che erano state sì confezionate in tutta fretta per essere disponibili a manifestazioni come VoltaComics, ma che avevano al loro interno fumetti ben riusciti come "Like a Surgeon" di Bagi.
Per nulla rassegnati, abbiamo stretto le fila e ci siamo scervellati su quali erano i punti deboli del nostro lavoro, cercando di dare una svolta. Ecco com'è uscito Comics Factory Tre: doveva essere una rivista a tema, contenente la nostra interpretazione di fumetti mitici o che avevano comunque segnato la nostra formazione. Io, naturalmente, non potevo non cogliere l'occasione per dare la mia interpretazione di Saint Seiya e, al momento di definire di cosa parlare, decidemmo con Bagi i paletti del nostro lavoro.
Dovevano essere i Cavalieri dello Zodiaco, sì, ma nella nostra personale e caratteristica interpretazione. Niente eroismo esasperato o sceneggiature dal ritmo "esageratamente manga" (anche per questioni di spazio), ma alternanza a scene comiche e richiamo alle nostre "mitologie personali". Poste queste basi, fu automatica la scelta di inserire le nostre caricature come personaggi principali. E Bagi non si lasciò sfuggire l'occasione per prendermi per il culo…
Per nulla rassegnati, abbiamo stretto le fila e ci siamo scervellati su quali erano i punti deboli del nostro lavoro, cercando di dare una svolta. Ecco com'è uscito Comics Factory Tre: doveva essere una rivista a tema, contenente la nostra interpretazione di fumetti mitici o che avevano comunque segnato la nostra formazione. Io, naturalmente, non potevo non cogliere l'occasione per dare la mia interpretazione di Saint Seiya e, al momento di definire di cosa parlare, decidemmo con Bagi i paletti del nostro lavoro.
Dovevano essere i Cavalieri dello Zodiaco, sì, ma nella nostra personale e caratteristica interpretazione. Niente eroismo esasperato o sceneggiature dal ritmo "esageratamente manga" (anche per questioni di spazio), ma alternanza a scene comiche e richiamo alle nostre "mitologie personali". Poste queste basi, fu automatica la scelta di inserire le nostre caricature come personaggi principali. E Bagi non si lasciò sfuggire l'occasione per prendermi per il culo…
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